Il futuro di Antonio Conte torna al centro del dibattito, ma questa volta a parlare è direttamente il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, in una lunga intervista concessa al New York Times. Il numero uno azzurro ha affrontato diversi temi, soffermandosi in particolare sulle voci legate al possibile addio dell’allenatore salentino, accostato anche a scenari federali.

Napoli, De Laurentiis al New York Times
De Laurentiis, però, ha voluto chiarire la sua posizione con parole nette, sottolineando sia l’aspetto contrattuale sia quello umano del rapporto con Conte: “La squadra è una creazione di Conte. Ucciderebbe la sua creatura abbandonandola proprio all’ultimo minuto?”, ha dichiarato il presidente, evidenziando il legame tra il tecnico e il progetto costruito negli ultimi anni.
Nel suo intervento, De Laurentiis ha anche fatto riferimento alla situazione istituzionale del calcio italiano: “Punto primo, non abbiamo, ad oggi, un capo della federazione. Quindi nessuno può decidere di chiederglielo. Quindi prima dobbiamo risolvere il problema della federazione. Altrimenti, dobbiamo aspettare le nuove elezioni federali, a metà giugno”.
De Laurentiis ha poi ribadito la fiducia personale nei confronti di Conte, insistendo sul suo profilo professionale: “Antonio Conte è un uomo molto serio. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto. Perché creerebbe un grosso problema per il Napoli”.
Il presidente ha quindi delineato due possibili scenari, entrambi legati alla tempistica di un’eventuale decisione: “Se si sacrifica dopo due anni di creazione di un Napoli molto forte… è anche una sua creatura. Quindi ucciderebbe la sua creatura, abbandonandola proprio all’ultimo minuto. Oppure… decide immediatamente e dice ‘vorrei andare’. Allora avrei tempo durante aprile e maggio per trovare qualcun altro per fare la sostituzione”.
Infine, la chiusura lascia poco spazio a interpretazioni: “Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli. È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare, ci penserei cento volte”.