Maurizio Marassi, primo medico del Napoli di De Laurentiis, fa il punto sulla situazione infortuni di questa stagione, con gli azzurri protagonisti in negativo.

Nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, in onda su Stile TV, è intervenuto Maurizio Marassi, ex medico del Napoli dell’era De Laurentiis, che ha analizzato diversi aspetti legati alla gestione fisica e sanitaria dei calciatori azzurri, soffermandosi in particolare sul tema degli infortuni.
Napoli, le parole di Maurizio Marassi
“Molte problematiche sono sconosciute perché non viviamo lo spogliatoio. Abbiamo dei parametri fondamentali su cui basarci”, ha spiegato Marassi, invitando a una lettura più ampia delle dinamiche interne al club. Riferendosi al lavoro dell’allenatore del Napoli, ha aggiunto: “Conte è uno che carica, ma lo ha fatto anche negli anni precedenti. Non credo sia cambiato qualcosa in questo senso”.
Secondo il medico, il numero di infortuni registrato nel calcio moderno rientrerebbe in una media fisiologica: “Una squadra impegnata su più fronti come il Napoli, a livello europeo, ha in media 22-24 infortuni a stagione”. Per questo motivo, ha sottolineato come non sia corretto attribuire tutto esclusivamente ai carichi di lavoro, soprattutto in assenza di adeguati sistemi di prevenzione e monitoraggio.
Marassi ha poi evidenziato l’importanza di tre elementi fondamentali nella gestione degli atleti: prevenzione, diagnosi immediata e recupero funzionale, ritenendo che su questi aspetti il Napoli potrebbe ancora migliorare. “Oggi si può studiare l’atleta e prevenire gli infortuni valutandone in anticipo le condizioni”, ha osservato.

Le perplessità sui tempi di recupero e non solo
Un altro punto critico, secondo il medico, riguarda il coordinamento tra le varie aree del club: “Serve un collegamento più stretto tra staff tecnico e sanitario”, oltre a una maggiore attenzione alle abitudini quotidiane dei giocatori, come alimentazione e stile di vita.
Nel suo intervento, Marassi ha anche espresso perplessità sui tempi di recupero di alcuni calciatori, citando casi specifici: “Quello che mi ha lasciato perplesso sono i recuperi molto lunghi”. Ha poi ricordato l’episodio di Neres, raccontando: “Mi è stato detto che dopo la gara con il Parma ha svolto allenamento, ma due giorni dopo era in sala operatoria”.
Infine, un riferimento anche a Vergara: “Per una fascite plantare è stato fuori due mesi”. Considerazioni che portano il medico a una conclusione amara: “Sono convinto che senza tutti questi infortuni il Napoli sarebbe ancora in lotta per lo scudetto. Possiamo solo rammaricarci, perché quel distacco dall’Inter si sarebbe potuto colmare”.