Napoli, le parole del presidente Aurelio De Laurentiis durante la presentazione dei ritiri estivi degli azzurri. Di seguito le parole di ADL in conferenza.

SALVATORE FORNELLI )
Durante la presentazione dei ritiri estivi del Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha parlato del programma degli azzurri durante la preparazione in vista della nuova stagione, parlando anche del centenario del club. Le parole complete di ADL in conferenza stampa.
Napoli, le parole di ADL
“Abbiamo avuto 16 anni di contratto, il Covid ci ha impedito un solo anno. Con quest’anno faremo quindici anni con il Trentino. In Abruzzo invece abbiamo scoperto una impiantistica di un certo livello. Abbiamo due mondi diversi qui. Il Trentino si fa in quattro, pur di dare seguito alla sua capacità di accoglienza. Il Trentino è una regione veramente accoglienza. In Abruzzo gli abruzzesi sono più tosti, che dobbiamo fare. Loro stanno sempre a dire ‘Ma come faccio’, ‘Non abbiamo i soldi’, ‘La sinistra ci ammazza’. Ma quando si parla di sport si parla di amicizia, di sfida straordinaria tra parti che si contendono in maniera sportiva qualcosa che aleggia nell’aria”.
Le attività del centenario azzurro
“Cercheremo di verificare come nella piazza sul grande schermo si possa vedere la finale del Mondiale. Poi ci tengo a fare una precisazione: non bruciamo quello che sta per accadere. Nel 1926, il 1° agosto, qualcuno fa cadere la data, qualcun altro dice il 25 agosto, qualcun altro ancora più tardi. La verità è che il Calcio Napoli nasce alla fine dell’800 tramite marinai inglesi e poi arriva Ascarelli, un ebreo illuminato, che ha lasciato in eredità la dizione Calcio Napoli. Stiamo anche sceneggiando la storia di questi 100 e più anni. Vi pregherei di stare attenti a non bruciare. Quando si parla di un Centenario, io credo che si debba festeggiare nell’arco di un’annualità. Se tra le varie date prenderemo anche il 1° agosto, vuol dire che dal 1° agosto 2026 al 31 luglio 2027 io voglio festeggiare. Lo dico perché Tommaso Bianchini ha una serie imponente di celebrazioni, di attività, di appuntamenti, che se noi facciamo indigestione una sola volta non facciamo altro che bruciare questa grande opportunità per rilanciare il concetto ‘Napoli è, Napoli esiste, Napoli è filosofia e realtà di vita’. Quindi vi prego, accompagnateci in questo viaggio che deve durare un anno”.
I rapporti di ADL con i tecnici azzurri
“Rapporti forti con gli allenatori? Allegri? Dobbiamo parlare dei miei rapporti con città, Comune e Regioni per quanto attiene il problema stadio. Voi volete essere considerati una grande squadra, ma quando dissi che il Maradona era un cesso e arrivò Ancelotti avevo ragione. La mia idea non è cambiata. Anche spendendo 200 milioni, non si risolvono i problemi del Maradona. In ritiro vi concederò una lunga intervista in cui risponderò e vi provocherò, e voi farete lo stesso. Ancora oggi il Napoli non ha un allenatore e anche se l’avesse non potrebbe annunciarlo. Conoscete le regole federali. E’ inutile che continui a scassare il pasticciotto”.

Le strutture e la scelte del nuovo tecnico
“Sul centro sportivo non ci sono problemi, per lo stadio faremo una conferenza. Le strutture saranno il tema di questo quinquennio” poi ADL continua rispondendo a una domanda sul nuovo tecnico e il tricolore: “Io ho vinto il Tricolore anche con un allenatore che non l’aveva mai vinto, se non in Russia. Quindi state tranquilli, finché vedrete la mia faccia presente”.
L’importanza dei ritiri
“C’è un signore che mi sta molto simpatico, che si chiama Charlie Stillitano, e lui ogni volta mi offre 4-5 milioni per andare in culo al mondo. Ma io per levarmelo dalle scatole, circa una settimana fa, quando mi ha riscritto, ho risposto che dovevano pagare tutto e per 15 milioni davo 5 giorni di disponibilità. Ma non li ho più sentiti. E così mi hanno lasciato in pace. Noi abbiamo un nuovo allenatore a cui far conoscere la società e i calciatori. E i calciatori devono essere messi come prova generale. Noi facciamo queste 5 amichevoli proprio per andare bene poi. Per molti non è importante il campionato. Per me è importante sia il campionato che l’Europa. Io dissi, dopo lo Scudetto, che avrei puntato all’Europa. Non è andata bene, ce ne siamo fatti una ragione ma siamo arrivati secondi. L’anno prossimo speriamo di tornare su pista ben rodati dopo i due ritiri più la settimana-tipo. La prima partita sarà in trasferta perché devo dare il tempo di rizollare il campo dopo questi maledetti concerti. Da anni chiedo di farmi giocare la prima partita in trasferta e in Lega hanno sempre cortesemente accettato”.

SALVATORE FORNELLI )
La presentazione del nuovo allenatore
“Posso presentare l’allenatore quando i regolamenti me lo concedono. Io non sono uno che va fuori dalle regole. Posso non essere d’accordo con le regole perché a volte sono fatte illo tempore e diventano stantie. Abbiamo accettato di partecipare a un concorso in cui ci sono delle regole e allora le rispettiamo. Quando potremo annunciare l’allenatore, lo annunceremo”.
Scudetto o Champions secondo ADL
“L’uno non esclude l’altro. Io parto da un concetto, mal digerito per un concetto anagrafico: io mi sono battuto per avere da tre a cinque sostituzioni. Già quando ce n’erano tre mi chiedevo perché le sostituzioni venivano fatte al 70′, all’80’, all’87’. E’ come se dichiarassi che quel calciatore è un calciatore B e non A. Siccome io do all’allenatore una doppia squadra valida, ho sempre sostenuto che se dai ai calciatori l’importanza di sentirsi dall’inizio, è la più grande stupidata che si possa fare perché la partita si gioca in due tempi. Chi fa l’imprenditore deve vivere col rischio, sperando che il fato non l’abbandoni. Vorrei far fare i cambi a fine primo tempo. Lo dico da sempre e nessuno mi ha mai ascoltato, a parte Sarri. Quest’anno abbiamo più di trenta calciatori. La valorizzazioni passa dal fatto che questi calciatori giochino. C’è una componente sia nel loro cervello che nelle loro gambe. Se non li fai giocare nasce la depressione. Questo appartiene a tutti gli allenatori del mondo, ho notato. Io sono una proprietà e pure presidente, quindi non sono assente come altre proprietà. E se ti dico ‘Vai tranquillo, è un gioco, ci dobbiamo divertire e dobbiamo far divertire i nostri tifosi’… Ma perché devo fare i cambi così tardi? Anche perché ormai si gioca 50 minuti per tempo”.
Le dichiarazioni di De Bruyne e Lukaku
“Hanno fatto delle affermazioni che possono essere accettabili o contestabili, dipende dai punti di vista. Vedremo quando ci metteremo tutti a lavorare cosa succederà. Vedremo cosa ne penserà l’allenatore nuovo. Poi se dovranno andare via, andranno via. Qual è il problema? E’ pieno di calciatori nel mondo”.