A distanza di anni dal suo addio all’Italia, Lorenzo Insigne traccia un bilancio onesto e agrodolce della sua avventura in MLS ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. L’ex capitano del Napoli non usa giri di parole per definire il suo trasferimento oltreoceano: se dal punto di vista finanziario l’offerta era irrinunciabile, il campo ha restituito sensazioni diverse.
Un addio al Napoli senza rimpianti e l’amore con Toronto mai sbocciato
Insigne ammette che lasciare Napoli dopo dodici anni era diventato necessario per una questione di esaurimento di energie mentali, sebbene la distanza scelta sia stata forse eccessiva: “Professionalmente no, mi aspettavo un calcio diverso: ho avuto qualche problema fisico e non hanno conosciuto il vero Insigne. Non siamo stati bravi a creare una squadra competitiva e le colpe ovviamente sono ricadute su di me che ero il più pagato. Ma chiunque avrebbe fatto la stessa scelta”.
Il rammarico più grande resta legato al tempismo: partendo nel 2022, l’attaccante ha mancato l’appuntamento con lo storico Scudetto azzurro e ha visto sfumare la continuità in maglia azzurra: “Eh sì, ho perso tanto. Però a Napoli e in Nazionale qualche soddisfazione me la sono tolta. Quando sono andato a Toronto la prima chiamata l’ho fatta a Mancini, e mi ha detto che se fossimo andati al Mondiale avrei fatto parte del gruppo. A Napoli invece i tifosi si aspettavano sempre di più, le mie energie mentali erano finite.”