Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis parla del futuro del calcio e propone di discutere sulla durata dell’intervallo per rendere il prodotto più attrattivo.
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto a margine di un incontro del TEHA Club, il club di The European House – Ambrosetti che riunisce imprenditori e top manager. Durante l’appuntamento, tenutosi a Roma, il numero uno del club azzurro ha affrontato diversi temi legati al futuro del calcio e alla necessità di rendere il prodotto sempre più attrattivo per le nuove generazioni. Tra gli argomenti al centro del suo intervento anche la struttura della partita, con particolare attenzione alla durata dell’intervallo e alle abitudini dei giovani spettatori.
Napoli, De Laurentiis e la proposta sull’intervallo
Secondo il presidente del Napoli, il calcio dovrebbe interrogarsi sulle modalità con cui coinvolgere maggiormente i giovanissimi, soprattutto in un’epoca caratterizzata dalla crescita delle piattaforme digitali e dei contenuti brevi. De Laurentiis ha quindi posto una domanda sulla possibilità di modificare una delle pause tradizionali della partita: “Perché non discutere se accorciare o eliminare l’intervallo? Dobbiamo avere il coraggio di discutere il “prodotto calcio” sotto ogni punto di vista. A cominciare dal gioco, dalla durata della partita, dalle interruzioni. Non esistono regole sacre soltanto perché esistono da cent’anni. Se vogliamo riavvicinare i giovanissimi, dobbiamo domandarci che cosa li fa andare via. Prendiamo l’intervallo. Quindici minuti. Ma perché non possiamo discutere se accorciarlo, o perfino eliminarlo?”

Il calcio deve confrontarsi con il mondo digitale
Nel suo intervento, il presidente del Napoli ha poi evidenziato la differenza tra l’esperienza vissuta allo stadio e quella di un giovane che segue la partita davanti alla televisione o attraverso altri dispositivi: “Chi è allo stadio vive l’atmosfera, sta insieme agli altri, aspetta. Ma il ragazzino a casa? Gli fermi la partita per un quarto d’ora – si legge su Calcio&Finanza – e pensi che rimanga lì ad aspettarti? Prende il telefonino, torna alla PlayStation, trova qualcos’altro da fare. E poi tu ricominci il secondo tempo. Ma lui nel frattempo è andato via. I gol se li guarda dopo, negli highlights. Allora dobbiamo porci il problema. Come rendiamo la partita più continua, più spettacolare, capace di tenerlo davanti allo schermo? Non possiamo pretendere che sia lui ad adattarsi alle nostre abitudini. Dobbiamo essere noi a capire le sue. Perché nel frattempo YouTube non aspetta la Lega. TikTok non aspetta la UEFA. II mondo digitale in cui vivono i nostri giovani corre a una velocità straordinaria. E noi non possiamo pensare che il calcio sia immortale soltanto perché è stato importantissimo per cento anni”.
Napoli, De Laurentiis: “Dobbiamo avere il coraggio di discutere”
Il tema sollevato dal presidente del Napoli riguarda quindi il futuro del prodotto calcio, chiamato a confrontarsi con modalità di intrattenimento sempre più rapide e diversificate. La riflessione di De Laurentiis parte dall’intervallo, ma si estende più in generale alla durata delle partite, alle interruzioni e alla capacità del calcio di mantenere l’attenzione del pubblico più giovane. L’obiettivo indicato dal patron azzurro è quello di aprire una discussione sulle possibili evoluzioni del gioco e sulle modalità per avvicinare nuovamente le nuove generazioni al calcio, tenendo conto dei profondi cambiamenti introdotti dal mondo digitale.
