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Conte: “Penso che alla fine si vince tutti insieme e si perde tutti insieme”

Conte: “Penso che alla fine si vince tutti insieme e si perde tutti insieme”

Un incontro intenso, autentico e lontano dalle consuete dinamiche mediatiche. Antonio Conte ha fatto visita ai detenuti del carcere di Poggioreale, vivendo un’esperienza che è andata ben oltre il semplice evento istituzionale. Il tecnico del Napoli si è raccontato senza filtri, condividendo il proprio percorso umano e professionale, fatto di sacrifici, cadute e risalite.

Le parole di Conte ai detenuti del carcere di Poggioreale

Nel corso dell’incontro, Conte ha illustrato la sua idea di lavoro e di gruppo, sottolineando quanto per lui sia fondamentale la mentalità all’interno di ogni squadra: “Quando vedo gente ridere dopo che abbiamo perso, questo mi fa inc*zzare molto. E quando vedo questo significa che non sono entrato ancora nelle teste e nei cuori dei miei ragazzi. E non parlo solamente dei miei calciatori ma di tutte le persone che lavorano con noi: possono essere i fisioterapisti, possono essere i dottori, i magazzinieri… Io penso che alla fine si vince tutti insieme e si perde tutti insieme. È importante capire per chi lavora con me la differenza che c’è tra il vincere e il non vincere, perché quello poi ti porta dare quel qualcosa in più la volta seguente per non stare male”.

Parole forti, che raccontano una visione esigente del calcio e del lavoro di squadra, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra successo e fallimento. Ma l’incontro con i detenuti ha assunto un significato ancora più profondo quando Conte ha scelto di condividere anche aspetti personali della propria storia.

Il tecnico ha ricordato le sue origini, quando da ragazzo seguiva il padre verso i campi di periferia, crescendo in un contesto in cui non era difficile smarrire la strada. Alcuni suoi coetanei, ha raccontato, non sono riusciti a trovare la stessa direzione, un ricordo che ha reso il dialogo con i detenuti particolarmente sincero e toccante.

Il motto “non mollare mai”

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato quello del “non mollare mai”, spesso abusato nello sport ma raramente approfondito nel suo vero significato. Conte ha voluto chiarire come non si tratti di una semplice frase motivazionale, ma di un atteggiamento concreto: riconoscere i propri errori, affrontarli e trasformarli in un’opportunità di crescita.

Anche il concetto di disciplina è stato al centro del suo intervento, interpretato non come rigidità, ma come la forza che permette di andare avanti proprio nei momenti più difficili, quando la motivazione viene meno e ogni scelta pesa di più. È in quei momenti, ha spiegato, che si costruisce la continuità necessaria per raggiungere risultati importanti.

Un confronto diretto e umano, che ha lasciato il segno sia nei detenuti sia nello stesso Conte, colpito dalla profondità dell’esperienza. Un’occasione in cui il calcio ha fatto da ponte per parlare di responsabilità, scelte e possibilità di riscatto.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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