Il calciomercato sa essere cinico, specialmente con chi non riesce a trovare il giusto feeling con la piazza o con l’allenatore. È il caso di Lorenzo Lucca, il cui futuro sembra ormai scritto, ma lontano dal Vesuvio. Acquistato dal Napoli nell’estate del 2025 per una cifra vicina ai 30 milioni di euro, l’ex Udinese non è riuscito a lasciare il segno in maglia azzurra, finendo ai margini del progetto tecnico di Antonio Conte.
Il rebus del riscatto e il ritorno alla base
L’attuale parentesi in Premier League con la maglia del Nottingham Forest non sembra aver cambiato le sorti del centravanti azzurro. Nonostante l’esperienza internazionale, i “Reds” non sarebbero intenzionati a sborsare i 40 milioni necessari per il riscatto. Il destino di Lucca appare dunque segnato: a giugno 2026 farà ritorno a Castel Volturno, ma solo di passaggio. Con la conferma di Antonio Conte sulla panchina partenopea, gli spazi per la punta torinese sono praticamente inesistenti. Il tecnico leccese cerca profili diversi per il suo attacco, mettendo di fatto Lucca sulla lista dei partenti.
Il Bologna torna alla carica: un corteggiamento lungo anni
In questo scenario di incertezza, si inserisce con forza il Bologna. Non è un segreto che la dirigenza rossoblù stimi il giocatore da tempi non sospetti: i primi sondaggi risalgono addirittura ai tempi del Pisa, prima del volo verso l’Ajax. Dopo averlo cercato con insistenza lo scorso gennaio per affiancarlo o alternarlo a Dallinga, i felsinei sembrano pronti a sferrare l’attacco decisivo. Per il Bologna, Lucca rappresenterebbe il tassello ideale per rinforzare il reparto avanzato con fisicità e margini di crescita.
Saldi azzurri: il prezzo è “giusto”
Il vero punto di svolta della trattativa risiede nella valutazione del cartellino. Rispetto ai 30 milioni investiti solo un anno fa, il valore di Lucca ha subito una flessione fisiologica dovuta allo scarso impiego e al rendimento altalenante. Il Napoli oggi sarebbe disposto a trattare sulla base di 20 milioni di euro. Uno sconto considerevole che permetterebbe a De Laurentiis di liberarsi di un ingaggio pesante e fare cassa per nuovi innesti, e al Bologna di mettere a segno un colpo di prospettiva a cifre contenute. La sensazione è che l’estate 2026 possa finalmente essere quella del matrimonio tra le Due Torri e il gigante azzurro.